venerdì 9 marzo 2018

Ostra: il Comitato sulla viabilità, "C'era una volta la consultazione popolare"


Nel Consiglio Comunale del 6 marzo u.s., durante la discussione sul quarto punto all’ordine del giorno inerente il bilancio di previsione 2018/2020, il consigliere Olivetti chiedeva al Sindaco Storoni come mai non fosse stato previsto alcun capitolo di spesa per l’indizione della consultazione popolare promossa dall’Assessore Franceschini lo scorso 26 luglio, al fine di far esprimere i cittadini sulla tanto dibattuta quanto contrastata inversione della viabilità nel centro storico.
Il Sindaco ha così risposto: “È evidente che la scelta non è quella del referendum e non ci saranno costi tali da dover prevedere un capitolo apposito; quindi verrà svolta, ma senza oneri particolari da doverli identificare con un capitolo apposito con delle somme importanti”. Non neghiamo che la leggerezza di questa evasiva risposta ci ha lasciati di stucco. Per quanto la cifra che si andrà a sostenere per la consultazione potrà essere più o meno irrisoria, riteniamo che quella cifra debba essere comunque impegnata e riportata all’interno del Bilancio: se ciò non venisse fatto, un domani qualcuno potrebbe dire “Dal momento che non sono state impegnate prima delle risorse per tale scopo, non c’è alcun vincolo di procedere con la consultazione”. Bell’alibi che si sono procurati i nostri Amministratori! Un’altra cosa che non ci è ancora dato sapere, a ventitré giorni dal termine della proroga di inversione, è in cosa consisterà questa consultazione e con quali modalità verrà sottoposta ai cittadini.
Da un rapido giro sul web, abbiamo letto che i quesiti devono essere formulati in modo chiaro e sintetico e possono comportare risposte libere o prevedere la scelta di una o più risposte a soluzioni prestampate. Riguardo alle modalità, in alcuni casi la scheda del questionario viene inviata agli elettori presso la propria residenza, per poi essere riconsegnata in luoghi predeterminati ed inserita in un'urna per garantirne la segretezza. Nel caso in cui, invece, si volesse effettuare la consultazione mediante l’opzione del sondaggio, il Comune dovrà procedere con l'appalto del sondaggio a società specializzate che svolgono anche l'elaborazione dei dati. In entrambe le circostanze sopra menzionate, è evidente come sia assolutamente necessario prevedere delle somme a copertura delle spese sostenute. Somme che, nel nostro caso, per volere della Giunta Storoni, non sono state previste. Esiste anche un’altra modalità per effettuare la consultazione, ovvero quella telematica: ogni cittadino potrà votare da casa , mentre coloro che hanno poca dimestichezza con internet e computer, potranno farlo accedendo ad appositi spazi creati all'interno degli uffici comunali mediante la guida di personale incaricato. Scongiuriamo fortemente questa modalità in quanto, nonostante gli ausili forniti, scoraggerebbe molte persone a partecipare, specialmente gli anziani, soprattutto nel caso in cui il questionario preveda domande a risposta aperta: è il cittadino che deve avere piena autonomia di potersi esprimere in prima persona senza “dettare” ad un funzionario la propria risposta.
Ecco, dunque, perché vorremmo evitare che il questionario preveda domande a risposta aperta: la consultazione non è un momento in cui l’Amministrazione raccoglie dei suggerimenti da parte della popolazione in merito ad un certo problema, ma l’occasione che ha il cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero su un provvedimento imposto forzatamente, dichiarandosi a favore o contrario ad esso. Questa è democrazia! Vorremmo, inoltre precisare, che quest’aspetto della consultazione popolare non è affatto così secondario dal momento che su di esso si basa la delibera di Giunta n. 128 del 29.12.2017 con la quale si stabiliva la proroga dell’inversione della viabilità fino al 31 marzo 2018 per poter “valutare compiutamente le eventuali problematiche di sicurezza stradale legate al transito dei veicoli in discesa in caso di neve o ghiaccio e in attesa dell’esito della consultazione popolare”.
Ragion vorrebbe, dunque, che entro il termine del mese corrente questa consultazione venisse effettuata; eppure ad oggi: - non esiste un regolamento che normi la consultazione; - non esiste un capitolo in bilancio che ne copra le spese (anche se irrisorie); - non esiste ancora una data certa per lo svolgimento di tale operazione. Dobbiamo “forse” credere che questa Amministrazione, per mancata volontà, si stia ora rimangiando la parola data ai cittadini la scorsa estate?
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

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