lunedì 10 novembre 2014

Ostra: Barigelli, 'Le difficoltà vanno spiegate ma con chiarezza e completezza'


Non ho mai amato le interminabili e sterili polemiche a cui spesso assistiamo in politica, soprattutto se basate su dati ed elementi incompleti o inesatti. Ritengo molto più fruttuoso analizzare i problemi avendo dati ed elementi il più completi (e verificabili) possibile, e poi su questi discutere.
È con questo spirito che proverò a rispondere all’articolo inviato dal Comune di Ostra e pubblicato lo scorso fine settimana, che mi ha lasciato piuttosto interdetto. Scrivere infatti che l’ex-sindaco Olivetti si è comportato come un padre di famiglia scellerato che spende fuori dalle proprie disponibilità, sperando poi di “saldare il conto” con la vendita di una “vecchia motocicletta” (cito testualmente) non rende affatto la realtà delle cose, e siccome a fianco di quel “padre dissennato”, c’era il sottoscritto (con la delega alle finanze), mi sento in dovere (e in diritto) di precisare un po’ meglio i fatti. Partiamo da quella cifra buttata lì, senza un adeguato contesto: “interventi per oltre 500 mila euro”, un passivo che oggi metterebbe in difficoltà il Comune. Potrei rispondere, per esempio, facendo semplicemente notare che il 26/05 scorso, sul conto corrente, presso la tesoreria comunale, c’erano 812.889,94 euro (ho sotto mano i documenti che mi sono fatto stampare dalla ragioneria prima di andarmene), oppure che i 500 e rotti mila euro di interventi erano già stati pagati alla stessa data e quindi non sono, tecnicamente, un “passivo”. Ma sarebbero altre cifre “buttate lì” senza un adeguato contesto e servirebbero solo ad alimentare ulteriori ed inutili polemiche. Vorrei, quindi, procedere con ordine (scusandomi se, tra il rischio di non essere chiaro o completo e quello di risultare prolisso o noioso, ho scelto il secondo). Innanzitutto stiamo parlando del famoso “patto di stabilità interno”, cioè quel meccanismo (incomprensibile a molti) per cui gli enti locali, ogni anno, possono pagare spese per investimenti soltanto per somme non superiori alla differenza tra il “saldo di parte corrente” (entrate correnti - spese correnti) più le “entrate in conto capitale” (contributi a fondo perduto, proventi da permessi di costruire ecc.), più le eventuali “deroghe” (“patto regionale verticale”, decreto “sblocca debiti” ecc.) alle quali si sottrae un “saldo obiettivo” (dato per legge). Nei primi mesi dell’anno 2014, in effetti, l’amministrazione Olivetti ha pagato oltre 500 mila euro di spese per investimenti già stanziati, iniziati e finanziati nei precedenti bilanci (in gergo “residui passivi”), e relativi per lo più alla ristrutturazione delle scuole primarie (240.883 euro) e alle strade e alla viabilità (199.341 euro), oltre ad altri interventi minori, tra cui le scuole materne (9.972 euro). Investimenti di “prima necessità” e per opere già iniziate, quindi, e non velleità. Alla stessa data, tuttavia, il Comune aveva anche incassato entrate in conto capitale (per lo più proventi da permessi di costruire e sanzioni, monetizzazione aree) per 50 mila euro; c’erano, inoltre, alcuni contributi pubblici da incassare, due strettamente legati ai lavori di risanamento delle scuole, uno dalla Provincia e l’altro da una fondazione privata, oltre ad altri due contributi dalla Regione Marche (per turismo e c.a.g.), per complessivi 155 mila euro circa, dei quali era ragionevole considerare l’incasso a breve, posto che erano relativi ad opere realizzate. Questi importi, nella logica del patto si stabilità sopra illustrata, andavano a “coprire”, ovviamente solo in parte, gli investimenti pagati. C’era poi un’importante “deroga” annunciata con gran vigore nei primi mesi dell’anno: un altro decreto “sblocca debiti della p.a.” paventato dal neo-premier Renzi in occasione della fiducia alle Camere. Si tenga presente che nel 2013 il decreto “sblocca debiti” dell’allora governo Letta (D.L.35/2013), liberò circa 40 miliardi di euro a livello nazionale. Per il nostro comune ha significato poter spendere tutti i “residui passivi” presenti al 31/12/2012, derivanti da crediti certi, liquidi ed esigibili dovuti ad opere pubbliche, per 322 mila euro (un’intera “bombola” di ossigeno, più che una “boccata”). Il nuovo “sblocca debiti” aveva come obiettivo lo sblocco di 68 miliardi di euro (cito, per tutti, l’intervento del Premier a “Ballarò” dello scorso febbraio). Per il Comune di Ostra i “residui passivi” presenti al 31/12/2013 e derivanti da crediti certi, liquidi ed esigibili dovuti ad opere pubbliche, ammontavano a circa 380 mila euro (non ho il documento sotto mano, ma c’è una comunicazione ufficiale inviata dal nostro Comune). Quindi gli “oltre 500 mila euro” di investimenti pagati erano, in prospettiva e ragionevolmente, abbastanza “coperti” (in teoria dovevano addirittura “avanzare” risorse). C’erano poi le entrate in conto capitale da incassare nella restante parte dell’anno (oltre ai 50 mila già incassati al 26/05), il saldo di parte corrente (che nel 2013 eravamo riusciti a portare a 330 mila euro, ma che per il 2014 si poteva prevedere in flessione a causa di nuovi tagli ai trasferimenti), nonché il “patto regionale verticale”, altra “deroga” che nel 2013 aveva permesso di spendere altri 127 mila euro circa (59+68), i quali avrebbero permesso di raggiungere il “saldo obiettivo” del patto (circa 370 mila euro per il 2014) e di lasciare un po’ risorse libere per la seconda parte dell’anno, considerando comunque che le opere pubbliche che si fanno nell’ultimo trimestre vanno naturalmente ad influire nel patto di stabilità dell’anno successivo (rilevano i pagamenti che, di regola, vanno fatti entro 60 giorni dalla fattura). Oltre a questo, c’era la possibilità di cedere due lotti edificabili, per un corrispettivo totale di 136.500 euro, qualora, per qualche motivo, una delle variabili sopra indicate dovesse risultare di molto inferiore alle aspettative (e senza tenere conto del contributo regionale ex-p.i.t. di circa 100 mila euro, lungamente perseguito, ma del quale, all’epoca, non si aveva ancora alcuna certezza). La cessione dell’ex ospedale, invece, non c’entra assolutamente nulla con gli investimenti del 2014, anzi, la cessione di quel cespite (1,6 milioni di euro di valore base) doveva essere accompagnata dal meccanismo del cosiddetto “patto nazionale orizzontale”, in base al quale nell’anno della vendita si “cedono spazi finanziari” agli altri enti, per poi recuperarli nei due anni successivi. Solo così, infatti, si potevano sfruttare al massimo le potenzialità finanziarie di quella operazione. Il volenteroso lettore che fosse arrivato a leggere fin qui, avrà notato che la situazione era un pochino più complessa di quella descritta nell’articolo inviato dal Comune di Ostra, e il padre di famiglia “scellerato” (o chi per lui), lungi dall’aver agito con avventatezza, di calcoli ne ha dovuti fare parecchi, prima di decidere di non bloccare i lavori di ultimazione delle scuole primarie e di bloccarne, invece altri. Ad ogni modo, non mi è difficile credere che l’amministrazione comunale possa, oggi, trovarsi in difficoltà nel rispetto del patto di stabilità, ma dovrebbe specificare quale delle variabili sopra indicate non è risultata in linea con le previsioni e perché. Tra i documenti reperibili sul sito istituzionale, non ho potuto rinvenire il dettaglio del calcolo del saldo obiettivo per il patto di stabilità, ma facendo alcune ricerche ed alcuni calcoli, ho motivo di temere che, mentre la Regione Marche dovrebbe aver concesso spazi per circa 60/70 mila euro, la “deroga” del decreto “sblocca-debiti” 2014 possa essere il vero problema. Quanti dei (380 mila euro circa di) residui passivi al 31/12/2013 sono stati sbloccati? Se fosse questo il problema, io mi aspetterei che questo venisse detto, e molto chiaramente. Così come, quando ho rivestito l’incarico di assessore al bilancio, non ho avuto alcuna difficoltà nel dire chiaramente ai cittadini che “il provvedimento X” varato dal “governo Y”, per quanto necessario e inevitabile, stava creando grossi problemi al Comune, a prescindere dal fatto che il “governo Y” fosse più o meno simpatico al gruppo di maggioranza, così oggi mi aspetterei che venisse fatto dall’attuale maggioranza. Vorrei chiudere con un ultima (amara) riflessione. Nei 5 anni del mio mandato, mi è capitato spesso di cercare, in tutti i modi, di spiegare quanto e come il “patto di stabilità interno” nella versione vigente dal 2009, così come i “tagli lineari ai trasferimenti” susseguitisi dal 2010, creino enormi problemi non solo alla programmazione di medio periodo, ma anche alla ordinaria gestione di un Comune, ed è stato molto spiacevole, per me, vedere come alcuni non tenessero in alcuna considerazione questi miei interventi, o li irridessero addirittura (l’ultimo “sberleffo” che rammento, in ordine cronologico, è il paragone con un mp3 inceppato che ripete tristemente: “non ci sono più soldi”). La realtà però, almeno attualmente, è questa. Io ci ho “combattuto” per 5 anni, usando tutta la pazienza e la competenza che possedevo, e perseguendo, il più possibile, chiarezza, trasparenza e completezza nelle informative. Auguro (e chiedo) altrettanto all’attuale amministrazione.
da Luigi Barigelli
ex assessore al bilancio

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